Dal passato non si scappa
Mi guardo alla specchio.
Sto bene, penso.
Guardo i polsi, le caviglie. Ho dei strani fili di carne che tirano indietro all’infinito. Poi sulla superficie c’era scritto in piccolo “passato”, come quando vedi scritto made in vietnam sulle cuffie della Apple.
Prendo una forbice e cerco di tagliarli. Ma niente sembrano duri.
Ne prendo una più grande. Nulla. Poi provo con un coltello. Uno da cucina, grande, affilato. Nulla neanche con lui, qualche gocciolina di sangue.
Prendo una motosega. L’accendo.
Mi sento tanto un personaggio di un film horror. Mi sento tanto Jason.
Solo che Jason aveva a che fare con gli uomini, quelli si tagliano e si squartano quanto volete.
Io? Io avevo a che fare con qualcosa che distrusse la mia motosega lasciandomi inerme davanti allo specchio.
Io avevo a che fare con il mio passato. E dal passato non si scappa.
Funziona così.